Ristorazione Articoli e Notizie dal web
Ristorazione curiosità nell'ambito della Ricezione collettiva e hotellerie .
Qual è il filo conduttore che unisce tutti questi fattori nella “”crisi profonda”” del settore
dell’ospitalità e del turismo?
RISORSE UMANE -TASSAZIONE -INCOMPETENZA-RICAMBIO GENERAZIONALE -SOVRAPERTURA DI RISTORANTI -RIFIUTO DELLA GAVETTA -TELEVISIONE TUTTI CUOCHI - SOCIAL MEDIA -
ASSISTENZIALISMO -
Articoli pensieri esperienze nell'ambito della Ristorazione collettiva. Il modo della Ristorazione da Padrone a schiavo il passo è breve. Concetti e riflessioni nel mondo Horeca.
la rottura del patto sociale e professionale tra lavoro, impresa e senso del futuro
Nel settore ospitalità e turismo questa frattura è semplicemente più visibile, perché è un settore ad alta intensità umana, culturale e simbolica.
Proviamo a leggerlo punto per punto, ma tenendo sempre al centro quel nodo unico.
Non è una “crisi di personale”, è una crisi di significato del lavoro.
Le persone non rifiutano il lavoro in sé, rifiutano:
• lavori senza prospettiva
• sacrificio non riconosciuto
• assenza di crescita reale
• ambienti tossici normalizzati
Il lavoro in cucina e in sala ha smesso di promettere futuro, e quindi smette di attrarre.
2. Tassazione
La pressione fiscale non è solo un problema economico, è psicologico e culturale:
• l’imprenditore si sente punito, non sostenuto
• il lavoratore non vede il netto crescere
• lo Stato appare lontano dalla realtà operativa
Si rompe il senso di alleanza tra chi lavora e il sistema.
3. Ricambio generazionale
Il ricambio non avviene perché il modello precedente non è più desiderabile.
Le nuove generazioni osservano:
“Ho visto i miei genitori distruggersi lavorando.
Per cosa?”
Se il settore non offre:
• qualità della vita
• dignità
• equilibrio
allora non eredita nulla, se non stanchezza.
4. Sovrapertura di ristoranti
Non è imprenditoria: è fuga individuale.
• aprire un locale diventa l’unico modo per “esistere”
• si apre senza capitale umano
• si copia senza visione
Il risultato è:
• arrancamento
• abbassamento dei prezzi
• abbassamento della qualità
• aumento del turnover
Un sistema che si divora da solo.
5. Aumento della popolazione
Aumenta la popolazione, ma non aumenta la cultura del servizio né il valore attribuito al lavoro ospitale.
Più clienti ≠ migliori clienti
Più domanda ≠ migliore sostenibilità
Il settore cresce in volume, non in maturità.
6. “Nessuno vuole fare la gavetta”
Falso parziale.
Nessuno vuole più fare gavette vuote.
La gavetta aveva senso quando:
• portava competenza
• costruiva status
• prometteva autonomia
Oggi spesso è:
• sfruttamento mascherato
• apprendimento casuale
• zero progettualità
La fatica senza orizzonte non è formazione, è consumo umano.
7. Social media
I social hanno:
• accelerato le aspettative
• deformato l’immagine del mestiere
• premiato l’apparenza sulla sostanza
Ma soprattutto hanno smontato la narrazione eroica del sacrificio.
Ora il confronto è costante, globale, impietoso.
8. Assistenzialismo
Non è la causa, è il sintomo finale.
Quando:
• il lavoro non garantisce dignità
• l’impresa non garantisce futuro
• lo Stato non garantisce equità
l’individuo cerca protezione, non crescita.
Il cuore della crisi
Il settore dell’ospitalità è in crisi perché ha perso la capacità di generare senso, non solo reddito.
Non promette più:
• identità
• percorso
• riconoscimento
• futuro condiviso
E senza questo, nessun sistema regge, nemmeno con incentivi, bonus o marketing.
La vera domanda (scomoda)
Perché un giovane dovrebbe scegliere oggi l’ospitalità come destino e non come ripiego?
Finché il settore non saprà rispondere con onestà e coraggio, la crisi non passerà.
Cambierà solo forma.


